mercoledì 5 agosto 2009

L'IMMOBILISMO SOCIO-CULTURALE DEL NOSTRO PAESE.

Dopo una lunga assenza causa pigrizia, esami universitari e vacanze estive riporto dei miei pensieri sul mio blog che mi stanno tanto a cuore... buona lettura e buone vacanze a tutti!!!!


La settimana scorsa sono stato in vacanza in Croazia e ho faticato a non interessarmi delle notizie di attualità politica riguardanti il nostro paese; ciò mi ha fatto dedurre che è una questione personale, insita nel mio ego, e non riesco a fregarmene delle vicende socio-politiche che accadono in Italia.
Per questa ragione ho comprato due volte in 7 giorni un quotidiano per informarmi, ma non so se il mio interessamento serva realmente a qualcosa per il mio futuro.
Sarà il periodo estivo che mi porta a questa pigrizia disfattista, ma non riesco assolutamente a vedere la luce in fondo al tunnel.
Cosa voglio dire?
Vorrei anzitutto precisare che non mi riferisco agli scandali di Napoli e Bari che ci rendono ridicoli agli occhi del mondo: non voglio entrare nel merito delle voglie sessuali del nostro premier, sono fatti personali a interpretazione soggettiva.
Nonostante queste donne disinibite venissero candidate alle elezioni europee, si può dire che la pseudo-morale della Chiesa, la morale interiore delle persone comuni o l'amoralità di un insano di mente sono tutti giudizi di valore, perché neanche la Costituzione all'articolo 92 cita i meriti che deve avere un ministro per ricoprire il suo ruolo. (“Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.”)
Premesso ciò non voglio fare un discorso anti-berlusconiano poiché sarebbe troppo lusinghiero sprecare delle mie parole per lui.
Ci sarebbero moltissimi argomenti su cui discutere per ore e ore quali l'istruzione, la giustizia, le energie rinnovabili, la lotta alla mafia e all'evasione fiscale, il federalismo, la sicurezza e l'immigrazione, la sanità, l'uso ad personas delle leggi, la legge elettorale, le infrastrutture, ma preferisco vedere la situazione nel complesso.
La mia inquietudine è data dal rapporto tra le decisioni legislative del governo (particolarmente discutibili riguardo alla loro eticità) e il pensiero predominante nella popolazione.
Mi chiedo e non riesco a darmi una risposta sul come possa tuttora durare l'idillio tra i votanti del PdL e il nostro Premier.
Il mio equilibrio è stato spezzato dopo aver letto un editoriale di Eugenio Scalfari su la Repubblica del 2 agosto intitolato “ Allarme rosso l'Italia si sfascia”.
In questo articolo il fondatore di Repubblica si scaglia contro la linea politica del governo per l'uso e abuso dei decreti legislativi; ponendo la fiducia su ognuno di essi, elimina la possibilità di modificare la legge tramite emendamenti.
La furbizia sta nel rimanere entro il limite imposto dalla Costituzione.
Scalfari pone l'attenzione anche sulla “splendida” idea della Lega Nord di introdurre un esame dialettale per i docenti destinati a insegnare nel nord Italia, per poi ripiegare e chiedere solo un esame di abilitazione per la storia e il linguaggio locale.
Scalfari dice chiaramente che in questo quadro c'è una massa di persone consapevoli di quanto accade nel nostro paese, tuttavia esse sono inermi per mancanza di strumenti, di punti di riferimento, o semplicemente hanno perso la fiducia,o non hanno su chi riporla.
Io penso proprio di essere tra queste persone che, pur facendo informazione sia su Internet che nelle scuole che in incontri aperti al pubblico, sono un po' sfiduciate.
In questi giorni mi sono chiesto se realmente fosse utile fare informazione su Facebook e riportare link di articoli per portarli alla conoscenza di chi per semplice curiosità ha voglia di leggerli; penso che le persone che leggono le notizie o si impegnano nel sociale con il tempo stiano diminuendo, per il semplice motivo che non sussiste un supporto da parte dello stato come istituzione che possa incentivarli a conoscere, ma piuttosto li porta all'assuefazione.
Quello però che non riesco ad accettare è che il nostro premier venga sempre e comunque difeso a priori dai suoi elettori; capisco i suoi servi Ghedini e Gasparri, che avendo tutte le informazioni cercano di depistare l'opinione pubblica, ma i suoi votanti, la gente comune proprio non li capisco!
Ormai credo che, come nel famoso libro di Orwell “1984”, le persone che perdurano nella loro convinzione che Berlusconi sia il meglio per l'Italia e che sia l'unico ad avere carisma sulla nostra scena politica, si fondino solo sul pensiero universalmente riconosciuto della televisione.
Questo mi fa riflettere e mi inquieta perché bisogna capire chi ha voglia di farsi assuefare continuamente, essendo bombardato dalle castronerie televisive, e chi, come me, ha voglia di emanciparsi da questa Italia piena di ipocrisie e falsi moralismi...
E per concludere il mio rammarico mi porta a pensare che forse non sono adatto al modus vivendi che buona parte degli italiani adotta (clientelismo, familismo) e che l'unica vera emancipazione potrebbe essere quella di andare via dall'Italia, nel momento in cui la frustrazione prende il sopravvento; ma per ora, come si suol dire, la speranza è sempre l’ultima a morire.