martedì 22 novembre 2011

Terrorismo: Bellomonte assolto dopo 29 mesi di carcere, farà causa allo Stato.

3 condannati e 3 assolti nella sentenza del processo ai filo-brigatisti. I reati che si attribuivano agli imputati erano il fallito attentato al G8 della Maddaolena e quello della caserma Vanucci di Livorno.


Alle ore 19 di ieri sera nella Corte d'Assise di Roma erano presenti poche persone: i parenti di Bellomonte, qualche giornalista e le forze dell'ordine. La tensione e la preoccupazione dei cari dell'ex ferroviere sardo era facilmente visibile sui loro volti; tutto ciò è svanito quando il giudice Anna Argento ha letto la sentenza degli imputati: Bruno Bellomonte, Manolo Morlacchi e Costantino Virgilio sono stati assolti per “insussistenza di prove”.

Queste sono le pene per gli altri tre imputati: Massimo Porcile condannato a sette anni e mezzo di reclusione, Gianfranco Zoja a otto anni e mezzo e Bernardino Vincenzi a quattro anni e mezzo. Tra gli episodi contestati ci sono l'attentato organizzato e fallito in occasione del G8 della Maddalena, poi svoltosi a L'Aquila per solidarietà mediatica nei confronti dei terremotati, e un attentato fallito nel 2006 alla caserma “Vanucci” della Folgore, a Livorno. Erano accusati anche di aver costituito una banda armata, un'associazione con finalità terroristiche (270 bis) e di detenzione illegale di armi. Bellomonte, l'unico assolto presente in aula, durante la lettura della sentenza era impassibile con lo sguardo perso nel vuoto. Si lascia andare ad un affettuoso sorriso soltanto nel momento in cui incrocia gli occhi della moglie Caterina Taina, in sedia a rotelle a causa di un incidente.

All'uscita dall'aula la gioia e la soddisfazione dei parenti, dei militanti di “A Manca pro s'Indipendentzia” e dei legali riempono i corridoi del Tribunale di Roma. Alessandra Ruggiu, componente del movimento indipendentista sardo dichiara con determinazione: “Ora la verità è ristabilita A Manca è un partito politico legale e Bruno non fa parte delle Brigate Rosse.” Gianfranco Sollai, il difensore di Bellomonte insieme a Simonetta Crisci, con evidente compiacimento dichiara ai giornalisti presenti: «Che cosa volete che dica? Ce lo riportiamo in Sardegna». Molto più emozionata è la moglie di Bellomonte che dice di non aver mai dubitato del marito, “si è fatto due anni e mezzo di carcere per le fantasie di questi due pubblici ministeri” e aggiunge “da oggi credo un po' di più nella giustizia italiana”.

Probabilmente - dice il legale Sollai - l'ex ferroviere, alla conclusione della sentenza in giudicato, avvierà le pratiche contro lo stato per il risarcimento al danno subito di “ingiusta detenzione”.

domenica 20 novembre 2011

Incarichi importanti per le uniche tre donne del governo Monti. Saranno in grado di attuare le riforme?

Elsa Fornero, docente all'Università di Torino, sarà il nuovo ministro del Lavoro con delega alle Pari Opportunità. Ad Anna Maria Cancellieri, ex prefetto di Genova e donna di ferro, sarà affidato il Viminale. Infine la prima volta di una donna al Ministero della Giustizia, Paola Severino.

Nell'ultimo governo Berlusconi erano presenti al governo cinque donne: Brambilla al turismo, Carfagna alle Pari Opportunità, Meloni alle Politiche Giovanili, Gelmini all'Istruzione e Prestigiacomo all'Ambiente. Nel nuovo governo Monti le donne sono solo tre donne, ma a loro è stata affidata la responsabilità ostiche: ministro del Lavoro con deleghe alle Pari Opportunità, Elsa Fornero, ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, e per la prima volta il Ministero della Giustizia è stato affidato ad una donna, Paola Severino.

Il nuovo ministro del Lavoro con delega alle Pari Opportunità è Elsa Fornero, docente di Economia all’Universita’ di Torino, direttore del Cerp, il Centre for Research on Pensions and Welfare Policies, uno dei maggiori centri studi sullo stato sociale in Italia e in Europa. È conosciuta per essere una donna molto determinata e il suo intento sarebbe quello di tornare alle origini per le pensioni: alla riforma del '95 di Dini; dovrà lottare contro le resistenze del mondo politico visto che la sua volontà sarebbe quella di colpire anche i vitalizi dei politici. Il settore nel quale è stata maggiormente occupata è quello della previdenza, uno tra i temi più caldi del momento. Il nuovo esecutivo ha scelto la professoressa Fornero proprio perché è una strenua sostenitrice dell'estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori. Una donna con una personalità ferma che è riuscita a raggiungere una posizione di livello in un mondo maschilista, come quello del credito. Il suo rigore intellettuale l'ha portata anche a diventare vice presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa SanPaolo.

Il nuovo ministro degli Interni sarà Anna Maria Cancellieri, una “lady di ferro” che ha girato l'Italia come prefetto e come commissario per risolvere situazioni di emergenza. Nominata commissario nel Comune di Parma (2011) per risolvere i disastri finanziari com'era già accaduto nel 1994 e nel 2010 nel Comune di Bologna. È una donna e una professionista da cui molti si aspettano una sorta di pugno di ferro e nessuno sconto. Ha passato una vita come funzionario del ministero fin dagli anni settanta; la conquista dell’ufficio principale, luogo di potere per antonomasia nell’Italia della guerra fredda, scranno fondamentale per gli equilibri del paese che fu di Scelba, di un giovane Andreotti e di Cossiga.

Con la nomina della professoressa Paola Severino al ministero di Via Arenula, per la prima volta il Guardasigilli della Repubblica è una donna. Laureata e specializzata in Diritto Penale e Criminologia, è uno dei più noti avvocati penalisti italiani. Dal 1997 al 2001 la professoressa Severino ha rivestito anche la carica di Vice Presidente del Consiglio della Magistratura Militare e precedentemente ha lavorato nello staff di Giovanni Maria Flick, ministro della Giustizia nel governo Prodi.

Le carriere di queste donne sono un ottimo biglietto da visita per gli italiani che non le conoscono. Ora c'è da capire se saranno in grado di liberarsi dal potere politico e fare in modo che vengano effettuate le riforme che necessitano all'Italia, almeno negli ambiti a loro assegnati.

Il vero problema di questo nuovo governo è che deve fare i conti con una maggioranza legata al PDL e al PD e le tante riforme richieste dalla cittadinanza saranno di difficile attuazione per il divario ideologico tra i due più importanti partiti del nostro Paese.
Forse sarebbe stato meglio affidare la responsabilità ai cittadini indicendo nuove elezioni, visto che questa decisione all'unanimità di nominare un governo di “tecnici sconosciuti” potrebbe rivelarsi un boomerang.



lunedì 9 novembre 2009

mercoledì 5 agosto 2009

L'IMMOBILISMO SOCIO-CULTURALE DEL NOSTRO PAESE.

Dopo una lunga assenza causa pigrizia, esami universitari e vacanze estive riporto dei miei pensieri sul mio blog che mi stanno tanto a cuore... buona lettura e buone vacanze a tutti!!!!


La settimana scorsa sono stato in vacanza in Croazia e ho faticato a non interessarmi delle notizie di attualità politica riguardanti il nostro paese; ciò mi ha fatto dedurre che è una questione personale, insita nel mio ego, e non riesco a fregarmene delle vicende socio-politiche che accadono in Italia.
Per questa ragione ho comprato due volte in 7 giorni un quotidiano per informarmi, ma non so se il mio interessamento serva realmente a qualcosa per il mio futuro.
Sarà il periodo estivo che mi porta a questa pigrizia disfattista, ma non riesco assolutamente a vedere la luce in fondo al tunnel.
Cosa voglio dire?
Vorrei anzitutto precisare che non mi riferisco agli scandali di Napoli e Bari che ci rendono ridicoli agli occhi del mondo: non voglio entrare nel merito delle voglie sessuali del nostro premier, sono fatti personali a interpretazione soggettiva.
Nonostante queste donne disinibite venissero candidate alle elezioni europee, si può dire che la pseudo-morale della Chiesa, la morale interiore delle persone comuni o l'amoralità di un insano di mente sono tutti giudizi di valore, perché neanche la Costituzione all'articolo 92 cita i meriti che deve avere un ministro per ricoprire il suo ruolo. (“Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri.”)
Premesso ciò non voglio fare un discorso anti-berlusconiano poiché sarebbe troppo lusinghiero sprecare delle mie parole per lui.
Ci sarebbero moltissimi argomenti su cui discutere per ore e ore quali l'istruzione, la giustizia, le energie rinnovabili, la lotta alla mafia e all'evasione fiscale, il federalismo, la sicurezza e l'immigrazione, la sanità, l'uso ad personas delle leggi, la legge elettorale, le infrastrutture, ma preferisco vedere la situazione nel complesso.
La mia inquietudine è data dal rapporto tra le decisioni legislative del governo (particolarmente discutibili riguardo alla loro eticità) e il pensiero predominante nella popolazione.
Mi chiedo e non riesco a darmi una risposta sul come possa tuttora durare l'idillio tra i votanti del PdL e il nostro Premier.
Il mio equilibrio è stato spezzato dopo aver letto un editoriale di Eugenio Scalfari su la Repubblica del 2 agosto intitolato “ Allarme rosso l'Italia si sfascia”.
In questo articolo il fondatore di Repubblica si scaglia contro la linea politica del governo per l'uso e abuso dei decreti legislativi; ponendo la fiducia su ognuno di essi, elimina la possibilità di modificare la legge tramite emendamenti.
La furbizia sta nel rimanere entro il limite imposto dalla Costituzione.
Scalfari pone l'attenzione anche sulla “splendida” idea della Lega Nord di introdurre un esame dialettale per i docenti destinati a insegnare nel nord Italia, per poi ripiegare e chiedere solo un esame di abilitazione per la storia e il linguaggio locale.
Scalfari dice chiaramente che in questo quadro c'è una massa di persone consapevoli di quanto accade nel nostro paese, tuttavia esse sono inermi per mancanza di strumenti, di punti di riferimento, o semplicemente hanno perso la fiducia,o non hanno su chi riporla.
Io penso proprio di essere tra queste persone che, pur facendo informazione sia su Internet che nelle scuole che in incontri aperti al pubblico, sono un po' sfiduciate.
In questi giorni mi sono chiesto se realmente fosse utile fare informazione su Facebook e riportare link di articoli per portarli alla conoscenza di chi per semplice curiosità ha voglia di leggerli; penso che le persone che leggono le notizie o si impegnano nel sociale con il tempo stiano diminuendo, per il semplice motivo che non sussiste un supporto da parte dello stato come istituzione che possa incentivarli a conoscere, ma piuttosto li porta all'assuefazione.
Quello però che non riesco ad accettare è che il nostro premier venga sempre e comunque difeso a priori dai suoi elettori; capisco i suoi servi Ghedini e Gasparri, che avendo tutte le informazioni cercano di depistare l'opinione pubblica, ma i suoi votanti, la gente comune proprio non li capisco!
Ormai credo che, come nel famoso libro di Orwell “1984”, le persone che perdurano nella loro convinzione che Berlusconi sia il meglio per l'Italia e che sia l'unico ad avere carisma sulla nostra scena politica, si fondino solo sul pensiero universalmente riconosciuto della televisione.
Questo mi fa riflettere e mi inquieta perché bisogna capire chi ha voglia di farsi assuefare continuamente, essendo bombardato dalle castronerie televisive, e chi, come me, ha voglia di emanciparsi da questa Italia piena di ipocrisie e falsi moralismi...
E per concludere il mio rammarico mi porta a pensare che forse non sono adatto al modus vivendi che buona parte degli italiani adotta (clientelismo, familismo) e che l'unica vera emancipazione potrebbe essere quella di andare via dall'Italia, nel momento in cui la frustrazione prende il sopravvento; ma per ora, come si suol dire, la speranza è sempre l’ultima a morire.