
ROMA - Un documento per replicare a "una campagna mistificatoria e strumentale". Walter Veltroni presenta i suoi dati sulla gestione del bilancio del Comune di Roma tra il 2001 e il 2007. Partendo prima di tutto dalla stima del "buco" del Campidoglio. Secondo l'ex primo cittadino il debito pubblico di Roma allo stato attuale ammonta a 6,874 miliardi di euro. Una cifra che non deve tenere conto dei 1277 milioni disposti per nuovi investimenti ma non ancora effettivamente utilizzati.
Tra le cause che hanno aggravato il dissesto finanziario del Campidoglio, Veltroni individua il deficit della Regione Lazio che si è creato durante la gestione Storace.
Nonostante ciò, fa notare l'ex primo cittadino, il "buco" di Roma è inferiore a quello di Milano se si considera il dato per abitante (2540 abitanti contro 2840) e la crescita annuale (14,4% contro 18,2%).
Secondo Veltroni alcuni dei primi provvedimenti del governo Berlusconi aggraveranno la situazione.
L'abolizione dell'Ici sulla prima casa causerà una perdita di circa 400 milioni di euro. Anche tra il 2004 e il 2006, spiega l'ex sindaco, con Berlusconi al governo la Capitale aveva dovuto affrontare tagli per 300 milioni di euro, in parte recuperati con il ripristino della legge per "Roma Capitale" deciso dal governo Prodi.
Tra il 2001 e il 2007, gli anni della sua amministrazione, Veltroni sottolinea come siano stati comunque realizzati finanziamenti per 2,1 miliardi di euro.
Il problema di liquidità di Roma, secondo i dati presentati da Veltroni, deriva prima di tutto dal cattivo funzionamento della Regione tra il 2001 e il 2005, gli anni dell'amministrazione Storace, in cui si è creato il deficit della sanità regionale. Per questo motivo, fa notare l'ex sindaco, da due anni la Regione non versa i contributi che deve al Comune e alle aziende del trasporto pubblico: una somma che come certificato dalla Ragioneria Generale dello Stato, ammonta a 1006 milioni di euro. Nel frattempo il Campidoglio, precisa il segretario del Pd, ha dovuto comunque anticipare questa cifra per evitare la città di fermasse (con la paralisi di autobus, tram e metropolitane).
Secondo l'ex sindaco, l'abolizione dell'Ici sulla prima casa aggraverà ulteriormente la situazione, causando per il Campidoglio una perdita di quasi 200 milioni sulla rata di giugno e di altrettanti su quella di dicembre. I trasferimenti versati dallo Stato come compensazione non arriveranno prima dell'autunno e saranno comunque insufficienti.
Il debito del Campidoglio, fa notare Veltroni, si è accumulato in gran parte (48%) per effetto del ripiano del trasporto pubblico durante gli anni 80' e 90'. Solo dal 2001 i conti del trasporto pubblico non sono stati più coperti con mutui. Nel primo anno della sua amministrazione l'ex sindaco sottolinea come il debito del comune fosse di 6,021 miliardi.
Tra il 2001 e il 2007 è aumentato quindi di 853 milioni, pari al 14,2%, una crescita inferiore a quella del tasso d'inflazione. Meno, precisa Veltroni, del debito pubblico nazionale nello stesso periodo (governo Berlusconi): +17,6%.
Un altro dei fattori che ha pesato sulla situazione finanziaria della Capitale, spiega Veltroni, sono i tagli decisi dall'esecutivo tra il 2001 e il 2006. Con Berlusconi al governo Roma ha subito una lunga quantità di decurtazioni e tagli. Dai 1231 milioni del 2002 ai 1027 del 2006. A causa delle decurtazioni del periodo 2004-06 a Roma sono arrivati 300 milioni in meno.
Durante l'amministazione Veltroni, si legge nel documento, sono stati finanziati investimenti per 2,1 miliardi. Tra le opere principali: l'Auditorium, la Nuova Fiera di Roma, il Passante a Nord Overs, lo svincolo del Tintoretto, 2123 nuovi autobus, 39 nuovi treni per la metro A, 90 scuole ristrutturate. E sono stati aperti anche i cantieri della linea B1 e della linea C.
Il buco di Roma è comunque inferiore a quello di Milano considerando il dato per abitante e la crescita annua. Tra il 2001 e il 2007 il "buco" di Roma è aumentato del 14,4% mentre a Milano è salito del 18,2%. Una situazione confermata anche dal costo del debito: 13,9% del totale delle entrate a Roma, 15,5% a Milano.
Scritto questo, (Repubblica.it), passiamo oltre: la campagna elettorale delle due coalizioni più votate è stata sostanzilamente molto "corretta" e costruttiva risetto alle precedenti.
Berlusconi e Veltroni si saranno detti "tu non parli male di me e io di te", parliamo dei problemi del Paese, diamo una sterzata ideologica alla visione di mala-politica che ha colpito l'opinione pubblica.
E fin qui tutto andava per il meglio poichè l'intenzione di espandere la visione al collettivo è ottima, anche se certe cose in campagna elettorale bisogna dirle (vd. Conflitto d'interessi!!!!!).
Dopo le elezioni c'è stata questa nuova ventata di dialogo tra gli esponenti dei diversi partiti per far ripartire l'Italia su tutti i campi.
Ma ALT!!!! Nel momento in cui Berlusconi e Alemanno (sindaco di Roma) dichiarano alla stampa che Veltroni ha lasciato un forte debito nelle casse del Comune di Roma qualcosa si rompe, questo dialogo viene a mancare.
E Veltroni stia soltanto zitto quando dice che le "grandinate" che hanno fatto traboccare il vaso sono stati il Lodo Alfano e la Salva-Premier.
Comunque il segretario del Pd dopo il ddl sulla sicurezza presentato non si è scandalizzato più di tanto, o meglio nelle conferenze stampe rilasciate si è posto contro questo nuovo disegno di legge, ma concretamente il Walter nazionale non ha fatto nulla (finora) .
Come si chiama questa? Opposizione?
Oppure possiamo dire che è un traditore nei confronti degli elettori del Pd?
Scegliete voi io non ho parole.
Riporto (Repubblica.it) le parole di Veltroni per giustificare l'assenza del suo partito alla manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona(Roma) contro le leggi-canaglia del nuovo governo.
Il segretario democratico spiega perché chiude la porta al leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che ha convocato per l'8 luglio una manifestazione con Grillo, Girotondi organizzata da Micromega
"Non inseguiamo Berlusconi-Caimano. I problemi sono altri"Divisioni. Colombo: "Con i movimenti abbiamo sempre vinto"
Così il segretario convoca i deputati nella Sala della Regina di Montecitorio.
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