mercoledì 20 agosto 2008

Agguato di Pagani, indaga l'antimafia! Davide De Felice e i contatti con il gruppo che fece l'attentato alla caserma dei carabinieri di Porto Ceresio.

Fonte: quotidiano on line Positanonews.

Potrebbe passare alla Dda di Salerno l´inchiesta sul duplice omicidio di ieri a Pagani.
Sull'agguato, nel quale è rimasto ferito anche Davide De Felice, 31 anni, arrestato in nottata dopo la scoperta di un kalashnikov custodito nella sua abitazione a Malnate (Varese), si profila l´ombra della criminalità organizzata.
Il pm della Procura di Nocera Inferiore Elena Guarino, già da ieri ha operato di intesa con i colleghi della Dda e potrebbe sulla base degli elementi raccolti dai carabineri decidere la trasmissione degli atti alla procura antimafia.
Secondo quanto si è appreso, sia Alessandro Cascetta, 33 anni, cugino del tunisino Abdel Aziz, 46 anni, che era il vero obiettivo dei killer, sia De Felice sarebbero abituali consumatori di droga e vengono descritti come personaggi contigui alla criminalità.
Il tunisino ucciso, sposato con una donna di Pagani e padre di due figli minorenni, era conosciuto come un piccolo malavitoso. Violento, si dedicava ad estorsioni, minacce, ed era stato anche indagato per episodi di violenza sessuale.
A fare propendere gli inquirenti per la pista della criminalità organizzata sono le modalità dell´agguato: i sicari, che hanno operato in tre, hanno esploso ben 18 colpi calibro 9 per 21, un´arma considerata da guerra, nei confronti di Aziz.
Erano le 18 in piazza Corpo di Cristo quando il commando di morte è entrato in azione per vendicare uno sgarro, forse legato alla droga. Un agguato con un bilancio pesante: due morti e un ferito.
Fermato un giovanissimo del posto ritenuto testimone. Spari tra la gente, sangue ovunque, fuggi-fuggi generale.
Sull´asfalto restano i corpi del tunisino Men Mahoumd Abdel Azuz, 45enne, detto Marco, obiettivo dei tre killer e di Alessandro Cascetta, 33enne, paganese di origine ma residente in provincia di Varese, con precedenti penali, colpito al cuore.
Ferito al braccio e ricoverato in rianimazione, il cugino dell´italiano, Davide De Felice, 32enne, anch´egli con piccoli precedenti penali, sempre originario del centro dell´Agro.
I fatti si sono svolti in rapida successione sotto gli occhi atterriti di numerosi passanti. Intorno alle 18, il tunisino, sposato con una paganese, è fermo dinanzi ad una agenzia di viaggi; con lui i due cugini, imparentati con l´extracomunitario, che avevano appena comprato i biglietti per fare ritorno al Nord. Stavano mangiando piede e muso di maiale cotti quando è sopraggiunto uno scooterone sul quale viaggiavano tre uomini. Casco integrale e tuta nera. Scendono per sparare e uccidere il tunisino. E così è stato. Abdel si gira, li guarda ma non ha il tempo di capire. Uno, due, tre,quattro colpi di 9.21, alla fine saranno quattordici. Il 45enne è stato finito con un colpo alla nuca. Una vera esecuzione.
Uno dei cugini, Davide, tenta di scappare. I killer sparano. Lo colpiscono al braccio.Nonostante la ferita profonda, riesce a fuggire. Corre per il corso Ettore Padovano, lasciando dietro una scia di sangue. Corre, corre ancora, teme che qualcuno possa ancora premere il grilletto. Giunge dinanzi alla villa comunale. Non si ferma. Prende la stradina attigua e si ritrova in via Garibaldi. Crolla. Sangue ovunque. Suo cugino, come lui, è scappato. Sente di avere la forza nelle gambe. Di trovare una via di uscita. Si gira e corre per via Malet e raggiunge il vicolo largo Arpaia. Crolla. Nel suo petto un unico foro. Al cuore. Muore.
I killer nel frattempo, sempre con armi in pugno, si assicurano che il tunisino sia morto. Saltano sul due ruote e vanno via, in direzione Nocera Inferiore.
Tutto intorno è l´inferno. Sangue ovunque, gente che urla, corre, cerca riparo. Qualcuno allerta i carabinieri. Sul posto giungono i militari della compagnia di Nocera Inferiore, con il maggiore Massimo Cagnazzo e il tenente Erich Fasolino, i colleghi della Comando provinciale con il tenente colonnello Francesco Merone, il sostituto procuratore della procura nocerina Elena Guarino, il dottore Maurizio Cardea della Dda di Salerno. Nel frattempo, i militari della locale tenenza fermano un giovane neomelodico del posto e lo portano in caserma. Secondo le Forze dell´ordine avrebbe visto come si sono svolti i fatti. Le indagini sono indirizzate al mondo della droga. Ad uno sgarro effettuato dal tunisino.

Varese - Il ritrovamento dell'arma da guerra in casa di Davide De Felice apre nuovi scenari investigativi. «Per ora ci concentriamo sul mitra Kalashnikov trovato nella casa del superstite dell'agguato di Pagani. È comunque prematuro fare delle ipotesi precise sul loro coinvolgimento. Tutte le strade investigative sono aperte, compresa quella della criminalità organizzata. Parlarne ora però mi sembra prematuro».
È cauto il procuratore capo di Varese Maurizio Grigo.
Se la morte di Alessandro Cascetta e il ferimento di Davide De Felice, in un primo momento, erano sembrati casuali, il ritrovamento del mitra da guerra nella casa del superstite dell'agguato di Pagani apre nuovi spiragli alle indagini e genera dubbi sulla presenza dei due malnatesi nella cittadina campana.
Al momento l'unica certezza è l'obiettivo dell'agguato, quell'Abdel Aziz, parente di Alessandro Cascetta, malavitoso di Pagani, molto conosciuto in paese per la sua spavalderia e prepotenza.
E forse proprio un suo sgarro ai clan del salernitano potrebbe essere la ragione dell'agguato. Aziz è stato infatti finito con un colpo alla testa.
Ma che ci faceva un mitra kalashnikov con la matricola abrasa e 16 colpi nella casa di un delinquente di paese?
De Felice, come Cascetta, era un personaggio di secondo piano nella mappa della malavita varesina. Piccoli reati, qualche fatto legato alla droga. C'è però un altro particolare. I due malnatesi erano in contatto con il gruppo che fece l'attentato alla caserma dei carabinieri di Porto Ceresio.
Forse stavano tentando un salto di qualità o forse erano veramente nel luogo sbagliato al momento sbagliato.
A tutte queste domande dovrà ora rispondere Davide De Felice che si trova agli arresti piantonato dai carabinieri all'ospedale di Nocera Inferiore con l'accusa di detenzione illegale di arma da guerra.

Vogliamo dire che la mafia al nord Italia non esiste?
Se vogliamo farlo allora diciamo anche che Berlusconi è onesto...

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